Mimica facciale e seduzione: quanto gioca il nostro volto?
Un bel volto, sia esso femminile o maschile, è certamente attraente ma non per questo seduttivo.
Per diventare tale, il volto deve essere espressivo e mobile, in grado di manifestare il proprio desiderio e attenzione per il partner. Nella seduzione le espressioni facciali hanno innanzi tutto un valore emotivo. Poiché i movimenti facciali sono sottili e volontari, dando luogo a migliaia di espressioni che possiamo regolare e calibrare in funzione della situazione, siamo in grado di impiegarle in modo appropriato nel corso della seduzione, ove prevale una mimica facciale attenuata, in grado di manifestare affiliazione, accondiscendenza e sottomissione verso il partner, trasmesse però in modo regolare e costante.
Come ho scritto nel volume LA SEDUZIONE (Laterza: Roma-Bari. 2009), ciò che conta nella seduzione non è la teatralità delle proprie espressioni, poiché si perde di credibilità e si finisce per banalizzare i propri sentimenti. Conta invece la frequenza dei segnali.
Esistono, tuttavia, alcune espressioni facciali ritenute emblematiche della seduzione. È il sorriso timido (coy smile): un sorriso appena accennato, con la testa inclinata da un lato, leggermente piegata in avanti. Spesso tale sorriso è accompagnato da uno sguardo fugace. Siamo in presenza di un sorriso allusivo perché, nello stesso tempo, da un lato manifesta un atteggiamento di interesse e di attrazione verso l’altro, senza peraltro essere invadente o insistente e, dall’altro, esprime uno stato d’animo di riservatezza e di timore. È una proposta che tocca al partner saper cogliere e sviluppare.
Un’altra espressione caratteristica nello scambio seduttivo è il movimento all’indietro dei capelli (hair flip). È un segnale tipico delle donne, anche se è presente negli uomini che abbiano i capelli lunghi. Tale movimento inizia con una lieve inclinazione del capo seguita da un innalzamento del mento verso l’alto. La mano accompagna i capelli e la testa si muove all’indietro, mentre lo sguardo è diretto in modo laterale. È un movimento che serve a sottolineare la bellezza de proprio volto, ad attirare l’attenzione del partner e a segnalargli, nello stesso tempo, il proprio interesse per lui. È tuttavia un gesto indiretto e ambiguo, perché può essere impiegato anche solo per mettersi in ordine i capelli.
Nelle varie espressioni facciali che abbiamo fin qui esaminato emerge che nell’interazione seduttiva l’inclinazione della testa svolge una funzione preponderante. È ricorrente nello sguardo, nel sorriso timido e nel movimento dei capelli. Tale inclinazione, tipica dei cuccioli, è assai distante dalla testa ben eretta con il mento innalzato, propria di chi ha uno status di potere e di dominio. Per sua natura, l’inclinazione del capo è un invito al dialogo e all’avvicinamento, all’armonia e alla tenerezza. Ed è anche la posizione per il bacio alla francese, come il pittore Francesco Hayez ha immortalato nel suo celebre dipinto “Il Bacio”.
I movimenti del volto favoriscono quindi la vicinanza e la prossimità, nonché i sentimenti di affiliazione. Ricordo che, se volete, potete trovare altre considerazioni su questi aspetti nel libro LA SEDUZIONE (Laterza: Roma-Bari. 2009).













Senza un metodo scientifico come’è il FACS di Paul Ekman è molto difficile analizzare le espressioni facciali. Purtroppo, apparte il gruppo di ricercatori di Trieste i quali tengono corsi sul Facs, nessuno è in grado di insegnare questa tecnica.
Il metodo più completo per codificare le espressioni facciali è il Facial Action Coding System, ideato da Ekman. Si tratta di una tecnica ancora poco conosciuta in Italia, ma validissima. Penso che tutti quelli che si occupano dell’analisi del comportamento umano dovrebbero conosciere la microanalisi facciale FACS (per qualche ulteriore informazione vedi http://www.facsitaly.it/). E’ incredibilmente affidabile e può riconoscere le emozioni nascoste di un individuo. L’apprendimento di questa tecnica necessita di molte ore, ma una volta appresa è veramente utile.