Seduttività erotica
La seduttività erotica si mette in azione soprattutto nella seduzione a breve termine. E’ in gioco l’eros nelle sue manifestazioni più classiche e usuali.
Nel Simposio di Platone Socrate sostiene che l’eros è follia in accordo con Lisia, ma, diversamente da lui, aggiunge che è una follia positiva. Per Socrate Eros non è né divino né umano, ma è un demone. Né bello né sapiente, ma neppure ignorante o brutto, Eros è l’aspirazione alla bellezza, alla pienezza e alla completezza per essere felici. Eros è passione che va rinnovata nel tempo in continuazione.
Come ho scritto nel libro “LA SEDUZIONE” (Laterza: Roma-Bari. 2009), la seduttività erotica è fugace e vorace. E’ fugace, poiché il suo fascino ha la durata di un fulmine. Come recita l’insegna di un club privè: «Per una notte indimenticabile di follia e di trasgressione». Essendo fugace, è vorace, poiché pretende un’esperienza dopo l’altra. Una conquista dopo l’altra. Richiede una immediata soddisfazione e manifesta una elevata intolleranza a una ritardata gratificazione. L’eros impone la regola del «tutto e subito».
In questo senso la seduttività erotica non è esente dalla delusione e dall’amarezza, perché finisce in fretta. Talvolta troppo in fretta. Come affermava Plauto, l’eros è fecondo di molto miele e di molto fiele.
La seduttività erotica richiede l’esibizione della bellezza del corpo e oggi assistiamo a un eccesso di tale esibizione come paradigma dell’eccellenza sessuale. Per questa ragione può assumere aspetti istrionici. Spesso, infatti, la seduttività erotica presenta atteggiamenti teatrali per ottenere effetti scenici e per «fare colpo» sul destinatario. Ma altrettanto spesso è un semplice apparire, poiché è una sorta di comparsa sul palcoscenico della vita. D’altra parte, la nostra società occidentale è piena di seduttività erotica. Assistiamo a una esplosione dell’eros. Anche se a livello sociologico si registrano movimenti che rivalutano oggi la castità e la verginità, l’erotismo è imperante. Esso nasconde la forte richiesta di rassicurazione, di approvazione e di piacere che hanno i giovani (e i meno giovani). Inoltre risponde all’esigenza dell’immagine che nel mondo contemporaneo ha assunto una funzione centrale nella vita della maggioranza delle persone. Ciò che conta oggi non è quello siamo ma l’immagine che riusciamo a trasmettere agli altri. Dai calendari alle veline, dai tatuaggi ai piercing, all’abbigliamento. Molti credono che lì si trovi la loro identità.
Non è detto che l’esibizione erotica del proprio corpo raggiunga sempre gli effetti desiderati. Recentemente la psicologa Susan Fiske (2009), facendo ricorso a una serie di risonanze magnetiche al cervello, ha verificato che gli uomini, quando in mezzo a foto di donne vestite vedono immagini di donne in bikini, attivano l’area premotoria e il giro temporale medio posteriore in modo analogo a quanto succede loro quando vedono oggetti e strumenti. A livello verbale associano a tali immagini verbi quali «afferrare, maneggiare, spingere». Nello stesso tempo essi disattivano la corteccia prefrontale mediale che regola le relazioni interpersonali con gli altri, come pure la comprensione delle loro intenzioni ed emozioni. Secondo Fiske, questi cambiamenti nell’attività cerebrale suggeriscono che immagini fortemente erotiche possono modificare il modo in cui gli uomini percepiscono le donne, considerandole non più come persone con cui mettersi in relazione ma come «oggetti da usare».
Nel suo percorso la seduttività erotica può svolgersi secondo molte ramificazioni. Può diventare adescamento, può implicare forme di intrigo e di imbroglio, può condurre a manifestazioni di violenza e di abuso. Sono in gioco fenomeni e processi che potete comprendere con la lettura del libro “LA SEDUZIONE” (Laterza: Roma-Bari. 2009).












