Luigi Anolli su giornal.it

lug 30th, 2010 | By Cristina | Category: Latest Events

Sincerità e Menzogna: due lati della stessa medaglia

di G.G.

Liar: the truth about lying” è il libro che spiega, riportando una serie di studi pratici sulla psiche umana, il fatto che dire la verità non sempre fa bene a noi e a chi ci sta intorno, il cervello è così portato a mentire, per difendersi e sopravvivere.

Ma la scienza non si accontenta di queste semplificazioni e il professor Robert Feldman, autore dello scritto e docente di psicologia dell’università del Massachusetts, ha raccolto 25 anni di ricerche sulla menzogna. Dal 1994 anche il professor Luigi Maria Anolli, docente di psicologia della comunicazione presso l’università degli studi di Milano-Bicocca e direttore del CESCOM (Centre for Studies in Communication Sciences), studia il fenomeno, e spiega che la mente umana è simulativa. Questo comportamento è intenzionale, nasce da una necessità di sopravvivenza, e il modo in cui mentiamo varia a seconda della tipologia e cultura ed è alla base della conformazione psicologica di intere società. Come tutti i meccanismi di sopravvivenza, però, anche questo nasconde i suoi effetti collaterali.

La menzogna, nel breve periodo, aiuta e fa progredire, ma nel lungo frustra la psiche umana e rompe gli equilibri, diffondendo un senso di umiliazione e “vergogna” verso ciò che non si è detto o che è stato addirittura falsato. Gli scienziati parlano al proposito di “emozioni della menzogna”, quelle scariche adrenaliniche che sul momento regalano l’illusione di aver semplificato tutto, di averla insomma “fatta franca”, ma che nel lungo periodo possono portare gli individui a comportamenti autolesionistici, fino al suicidio. La verità, viceversa, pur costringendo fin da subito a un grande sforzo di responsabilità, e generando dunque un forte stress, a lungo andare rende più tranquilli, ed è quindi più salutare. Ma si tratta di una valutazione poco adatta ai tempi che corrono, fatti di velocità e risultati immediati. La menzogna risulta lo strumento più efficace e rapido per raggiungere determinati obiettivi.

Anolli è stato il primo al mondo a mettere nero su bianco la differenza tra mentitori “abili” e mentitori “ingenui”. Per intercettare al meglio i segnali che indicano quando un essere umano sta mentendo, lui e il suo team stanno addirittura studiando gli algoritmi facciali dell’essere umano, videoregistrando le espressioni del viso, impercettibili al semplice sguardo, che tradiscono una bugia. L’algoritmo in questione si chiama “theme 8″: chissà se servirà a smascherare quelle piccole menzogne quotidiane che fanno sopravvivere, e che rendono più deboli.

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